Le particelle complesse


Vengo dalla lettura del libro da cui è stato tratto il film ora nelle sale.

io l’ho trovato discontinuo, con eccessi di volgarità, eccessivamente storico, eccessivamente scientifico, e dall’inutile finale fantascientifico-futurista.
mi sono persa qualcosa?
forse il genio è visibile solo agli eletti..

sì, ci sono tracce, ogni tanto, di un’intuizione poetica, di una descrizione particolarmente riuscita, ma il tutto non approda mai a nulla, e, soprattutto, pur parlando di positivismo, riesce fastidiosamente pessimista, e la chiave determinista sembra sciogliere tutto quello che di sentimentale ci rende bella la vita. buuuuuuuuuu….

il senso dell’architettura parte I

Le utopie non esistono più, l’architettura dell’impegno, che cercò di coinvolgerci politicamente e socialmente, è finita, e ciò che si può ancora fare è architettura vuota. Oggi un architetto è costretto a essere o un grande o una nullità.

questo studio, e nel frattempo cerco di convincermi che in fondo posso cercare di avere una dignità anche nel mio piccolo. già.

rolling heads


sembrava una barzelletta, ma quando si è diffusa la notizia che Keith Richards – ultrasessantenne – si era rotto la testa cadendo da una palma in quel di Wellington – New Zealand – , i conoscitori non hanno avuto dubbi sulla veridicità dell’informazione.
è assolutamente una cosa da keith.
quando poi ha annunciato che gli avevano “rimesso la testa a posto”, nel sollievo generale, qualche dubbio concreto rimaneva.
mick aveva dichiarato che il tour europeo ci sarebbe stato lo stesso, ma non sarebbe stata la stessa cosa. però le notizie della guarigione lasciavano ben sperare, e i più consideravano il rischio spergiurato.

poi, a sorpresa, ieri arriva la notizia: il tour slitta di due o tre settimane, in luoghi e date da decidersi.

tra i dubbi , c’è anche molta rabbia, specie per quelli che, come me, si erano mobilitati in funzione del concerto(posticipando un volo -con questi trenta euro di mora- per poter essere a milano il 22 di giugno).

rolling stones….have they come to an end, eventually?

Fonti


Per chiunque faccia un lavoro di ricerca storica, la sensazione anacronistica di trovarsi a trattare materiale in formati poco fruibili è spesso accompagnata da fastidio per l’enorme quantità di tempo investita per un lavoro che con le attuali tecnologie richiedrebbe molto meno tempo.
Viene incontro a chi, come me, si era abituato a passare intere giornate in archivi polverosi negli angoli più disparati del nostro Paese (spesso senza trarne grande profitto) un’utile investimento: il Patrimonio Digitale dei Periodici Italiani della Biblioteca Braidense
Check it out!

segni

ecco, se lo facessi io, uno schizzo del genere, probabilmente qualunque docente di progettazione o, pensando ad un ipotetico futuro, qualsiasi eventuale committente mi licenzierebbe senza nemmeno farci caso.
e invece siccome questo è stato prodotto dalla mano di Giancarlo De Carlo, vale.
Vale e non solo, finisce pure su Domus.

La mia chisciottesca ricerca di regole, a questo mondo, accusa un altro colpo.

stendipanni

per tutti coloro che vivendo da soli non avessero due neuroni e un paio di minuti per razionalizzare che per far asciugare i panni ci vuole il sole…ecco un aiuto geniale…
(andre mi sei venuto in mente solo tu, poi so che apprezzi…:P)
io purtroppo non ho di questi problemi…mia madre ormai mi fa anche il caffè, è la mia ombra…maledetta me e i fiori della festa della mamma! sigh!
P.S. bru, tu a confronto sei quasi fortunato!
P.P.S. no, non ho proprio di meglio da fare, alle 9 e venti di mattina. 🙁

scuola di professionalità.

capisci di essere davvero grande quando cominci a firmare le mail con “distinti saluti”.
mai capitato? purtroppo a me sì, qualche giorno fa. ed è stato molto brutto.
o meglio, una faticosissima ammissione di conformismo.

è uno dei tanti “io non lo farò mai, no..dio che tristezza” e invece poi ce l’hai lì, davanti, questa lettera faticosamente composta al meglio del vostro “Le Comunico” e del “Ogni Sua Esigenza”.
e quando finisci, esausta, non puoi che concludere con la più banale delle frasi, ma semplicememnte perché non ce la fai più. perché nn hai fatto un corso di lettere commerciali (ma avresti voluto?). o perché semplicemente preferisci dire le cose terra-terra piuttosto che ricorrere a circonlocuzioni fuorvianti.
mah.
cmq, ho trovato chiave.
formalità personalizzata. anche se nn ho ancora capito come metterla in pratica. devo trovare delle formule eleganti ma non ovvie e tristi.
ma sono solo alle prime armi, in fondo.
ho ancora molto da imparare.

tutto torna.

come si dice, donate e riceverete…
oggi shopping con la mamma. esito: due paia di scarpe e uno di jeans, praticamente l’en-plain, dopo mesi e mesi di magra…;)
come mi piace essere buona, quando torna tutto indietro…
ermh…troppo venale? 😛

P.S. no, nn ho passato la giornata a fare acquisti, ma sono stati di gran lunga la parte più divertente.
P.P.S. ho una facoltà e un milione di attività connesse che prendono tutto il mio tempo (e anche di più) ma magari un’altra volta….:S