perché ogni tanto al poli si fanno cose interessanti.

Della serie “meno male che c’è la Terna”, è partito un fantastico progetto nella mia università, che evidentemente richiede ore gratuite, ma che potrebbe rivelarsi di una qualche rilevanza in quanto relazionato ad eventi in corso, nel mondo.
Rimando ulteriori spiegazioni a tempi migliori, chiunque sia interessato visiti http://contaminiamoci.studentipolitecnico.it/
ciao!

tu di che mate sei?

“Il nome scientifico e’ proprio “Ilex paraguarienses”ed il termine mate e’ dato dal contenitore nel quale si fa l’infusione che ha la forma di una Zucca (quechua “mati”=Zucca).

Il consumo dell’infuso, in Argentina e’ un vero e proprio rito e segue dei codici…..tant’e’ vero che la temperatura e la maniera di servrlo diviene un vero e proprio messaggio recapitato all’ospite:

mate amaro indifferenza
mate dolce amicizia
mate molto dolce amore
mate freddo disprezzo
mate con limone disgusto
mate con buccia di arancia vieni a cercarmi
mate con tè sono offeso
mate con caffè ti perdono
mate molto corto mi piace la tua compagnia
mate con latte voglia di carezze
mate molto caldo stai zitto, taci
mate bollente ti odio
mate con cedro incontriamoci
mate con miele matrimonio
mate molto lungo cattiva volontà

Sfiziosa sta’ cosa……….

Attenzione….e’ ricchissimo di caffeina e presenta tutti i risvolti negativi dell’abuso di tale sostanza.”

siccome sono una malata di mente ho deciso di far diventare l’affettuoso regalo di un’amica ingenua la mia nuova droga. 😐
possibile che non c’è proprio niente di cui si possa fare abuso?
ah, giusto, il cioccolato, l’ha detto Veronesi!

P.S. sono due giorni che ne bevo a volontà, e in effetti ieri sera qualche problemino l’ho riscontrato..va beh, sono alla terza tazza della giornata, chi mi fa compagnia stanotte fino all’alba?

scovato.

sulla scia di Amélie ho trovato un film meraviglioso, che consiglio a tutti.

Delicatessen:
in inglese pasticceria, in questa meravigliosa e delirante favola bost-bellica, è una macelleria speciale, l’unica macelleria possibile in un mondo raso al suolo dalla fame e dalla cattiveria. eccessivo in quasi tutto, riesce perfetto nella satira puntuale dei diversi aspetti che chiama in causa. curato nel dettaglio, seppure forse un po’ emulativo, sorprende nelle inquadrature, nelle sequenze, nella scleta musicale, nel montaggio, nel ritmo.

ho trovato questo piuttosto esaustivo ma forse eccessivamente critico su aspetti sui quali, visto il panorama, ritego si possa senza errore soprassedere.

ecco cosa ne dice Wiki.

è nata.

Triennale Bovisa, bullone su bullone, è sorta ed ora vive e vegeta. Più vegeta che vive data l’affluenza (limitatissima) ai suoi eventi. (oltretutto constante di vecchie signore giunte nel nostro angolo d’inferno direttamente dal centro di milano).

ma dicevamo.
questa doveva essere LA NOSTRA TRIENNALE.

o almeno, così ne avevano scritto:

Uno spazio di oltre 1400 mq destinati a esposizioni ed eventi, cui si aggiungono
altri 500 mq per il bookshop, la ristorazione e i servizi al pubblico.
Triennale Bovisa nasce come il luogo dell’innovazione e della creatività, un territorio
libero da condizionamenti destinato soprattutto ai giovani, dove realizzare grandi
mostre d’arte contemporanea, concerti, rassegne cinematografiche, attività
culturali e sociali. Un progetto che è il frutto della volontà e dell’impegno collettivo
di imprenditori e amministratori; il segno tangibile di una città che cambia, sotto la
spinta di un nuovo rapporto tra i cittadini, il territorio e la produzione, sempre più
legata alle idee, all’innovazione, alla diffusione dei saperi.

poi l’inaugurazione, e l’ingresso contentito soltanto ai VIP.
qualche giorno dopo, entro per chiedere il costo del biglietto. 6 euro. nessuno sconto per gli studenti della bovisa.
bleah.