Anna Magnani

riprendere a guardare le cose.
dopo una giornata da un minuto dietro l’altro.
non ventiquattro ore, no, solo attimi attaccati agli altri senza tregua.

e stasera alla tv celentano.
io lo so che è il massimo si possa chiedere a un lunedì sera italiano.
la cosa che mi delude è che sia una delle poche trasmissioni (l’altra è Parla con Me, che però è alle undici e mezza di domenica sera) che può permettersi veri musicisti, atmosfere jazz, contrabbassi elettrici, ma soprattutto:
una canzone inedita di Carmen.


(Vincenzo Cerami/Carmen Consoli)

Da tegole e calcinacci
verso la vita mi affaccio
indosso un cappotto di mio zio
soldato scampato alla guerra
Passando tra sfollati e ragazzini in festa
cerco la mia vecchia casa
i nespoli abbandonati
una acacia modesta, con un bacio apro la porta

Ed ho in mente la faccia dell’Italia
coi denti stretti e il sangue che cola
ma il cuore di pietra

Là dove prima vibrava un pianoforte
soltanto polvere e terra
e mi sembra di udire la voce arsa di Anna Magnani
che infonde speranza

Foglie d’ulivo argentate
raccontano una pasqua lontana
il tetto che quasi frana
una rondine giace senza vita
fra una scarpa e un secchio

E ho in mente la faccia dell’Italia
la statua grigia e vetra di Mazzini
coi suoi lisi taccuini

Là dove prima vibrava un pianoforte
soltanto polvere e terra
e mi sembra di udire
la voce arsa di Anna Magnani
che infonde speranza

E mi sembra di udire
la voce calda di Anna Magnani
che intona una dolce melodia.

Libera da costrizioni (cioè egoista ma detto meglio!)

attenzione: il mio profilo psicologico. (…paura eh?)

Libero da restrizioni Non convenzionale Indipendente

Aspiri ad uno stile di vita libero e anticonformista che ti consenta di determinare in autonomia il corso dei tuoi progetti e del tuo futuro. Possiedi un’inclinazione artistica che si riflette nelle scelta della tua professione ideale e nelle attivita’ che svolgi nel tempo libero. La tua aspirazione alla liberta’ ti spinge talvolta a fare esattamente l’opposto di cio’ gli altri si aspettano da te. Il tuo stile di vita è altamente individualistico. Tendi a non imitare ciecamente quello che gli altri considerano “in”; tenti piuttosto di vivere seguendo i tuoi ideali e le tue convinzioni, anche a costo di nuotare con vigore controcorrente.

ora scegliete voi…e l’immagine vi dirà chi siete.

femminile a giudizio.


Il generare dello edificio si è in questa forma: che si come niuno per se solo non può generare senza la donna un altro, così eziandio a similitudine lo edificio per uno solo non può essere creato, e come senza la donna non si può fare, così colui che vuole edificare bisogna che abbia l’architetto e insieme collui ingenerarlo, e poi l’architetto partorirlo e poi, partorito che l’ha, l’architetto viene a essere la madre d’esso edificio

Filarete, Trattato di Architettura

qui è possibile accedere alla tesina che ho scritto, nella sua versione definitiva ( o quasi).

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Abbonamento a sei spettacoli del Teatro Piccolo di Milano di cui visti

  • La Trilogia Della Villeggiatura, opera minore di Goldoni guidata da Toni Servillo anche nelle vesti di Ferdinando: giocoso, gaio, interessante in alcuni tableau; recitazione non sempre ammaliante, ma convincente.

  • Le Tre Sorelle di Anton Checov: poetico, minuzioso, attento, ma mi spiace: immensamente soporifero.

partecipato poi al mio primo critical mass: disorganizzazione fatta evento e ricorrenza. incredibile come si possa seriamente scorazzare in quaranta tra le vie trafficate e tese della Milano da Bere.
questo weekend però disegno: risolto il progetto del parco che è parte del mio progetto di tesi, mi potrò dedicare all’acquerello.

Aiguebelle

le montagne rosse d’autunno
il freddo pungente
il francese nelle orecchie
e sulle labbra, ogni tanto

“acqua bella” in antico savoiardo
lascia un nome dolce ad un incavo tra le alpi
una valle contenuta

una strada, la Grand Rue
l’école in un edificio a corte
monumento alla formazione

giusto al centro
l’hotel de la poste
viscere di una storia territoriale
un affaccio sulla strada
l’altro sulle alpi
le due stanze gemelle, la moquette
il bagno suddiviso
le saponette piccole
sotto l’acqua bollente

la strada deserta col buio
il mattino croissant duri
comprati dal boulanger accanto
té nel bar fumoso
direzione Chambéry, la città, la vita
negozi, cafés, una quiche per pranzo
e il gusto del formaggio incollato alle papille

il rientro, fratelli sparsi assopiti
addosso
il caffè negli occhi aperti fuori
ripercorrere indietro le alpi
dentro in quel buco di montagna
poi ancora paralleli all’arco
dritti
dentro casa.