possible ways to address science

P H Y S I C A L T H E O R I E S

A S W O M E N .

BY SIMON DEDEO

0. Newtonian gravity is your high-school girlfriend. As your first encounter with physics, she’s amazing. You will never forget Newtonian gravity, even if you’re not in touch very much anymore.
1. Electrodynamics is your college girlfriend. Pretty complex, you probably won’t date long enough to really understand her.
2. Special relativity is the girl you meet at the dorm party while you’re dating electrodynamics. You make out. It’s not really cheating because it’s not like you call her back. But you have a sneaking suspicion she knows electrodynamics and told her everything.
3.Quantum mechanics is the girl you meet at the poetry reading. Everyone thinks she’s really interesting and people you don’t know are obsessed about her. You go out. It turns out that she’s pretty complicated and has some issues. Later, after you’ve broken up, you wonder if her aura of mystery is actually just confusion.
4. General relativity is your high-school girlfriend all grown up. Man, she is amazing. You sort of regret not keeping in touch. She hates quantum mechanics for obscure reasons. 5. Quantum field theory is from overseas, but she doesn’t really have an accent. You fall deeply in love, but she treats you horribly. You are pretty sure she’s fooling around with half of your friends, but you don’t care. You know it will end badly.
6. Cosmology is the girl that doesn’t really date, but has lots of hot friends. Some people date cosmology just to hang out with her friends.
7. Analytical classical mechanics is a bit older, and knows stuff you don’t.
8. String theory is off in her own little world. She is either profound or insane. If you start dating, you never see your friends anymore. It’s just string theory, 24/7.

from: timothy mcsweeney

grazie


grazie, originally uploaded by FlanPaRoi.

a quelli che c’erano
lì a riempirmi il bicchiere
a quelli che suonavano la chitarra sul basso sulle maracas
a chi ha fatto il tris di lasagna

a tutti quelli che mi hanno comunicato il loro affetto per questo mio primo quarto di secolo

:*

Una serata estiva.


Ieri, nel bosco attorno ad una Villa.
Addentrarsi tra voci che sono recitazioni registrate, video proiettano immagini e poesie.
Infilarsi,
 lasciarsi chiamare dalla musica, guardare in faccia la Villa e trovarci un palco: due strumenti atipici riproducono suoni incantevoli.
Poi raggiungere la b-side e trovarci un quartetto jazz-fusion e ballerine sospese da una una palla bianca.

Intorno alcune facce raccontano tradizioni popolari dagli schermi sospesi tra gli alberi, presenze fondanti nella messa in scena.
Perdere le tracce della luce e dei rumori e inoltrarsi nel groviglio della vegetazione, lasciarsi spaventare dalla luce che risale il profilo di un albero secolare, voltare lo sguardo e rimanere sopraffatti dalla visione fiabesca di una ballerina in tulle bianco.

E’ stato come vivere in una fiaba..


Albiate
: Villa Campello

Rassegna: Notturni
Sabato 19 luglio, Ultima Serata: Balcani Elettrici

NOTTURNI luci, suoni e emozioni nelle Ville e nei Parchi della Brianza BALCANI ELETTRICI sabato 19 luglio dalle 21.30 alle 24.00
Albiate, Villa Campello via Dante 15 – ingresso libero –

Un violoncello solo risuona pezzi di Est, di un Est a pezzi. Sotto la luce della tromba, i Balcani diventano elettrici e mentre un dj set fa esplodere un mix di etnico e elettronico, la poesia inebria le danzatrici al calar della luna. Le immagini di Sarajevo, del ponte di Mostar, delle cime innevate di Bjelasnica e del rafting sulla Neretva che scorre verso il mare illuminano la Villa e confondono Brianza e Balcani, le notizie ci raccontano delle Olimpiadi del 1984 e le pagine del Corriere, una dopo l’altra, ci restituiscono la storia di un secolo in un fazzoletto, la televisione sforna telegiornali incomprensibili, Tito appare e scompare come un fantasma, un cortometraggio ci invita a condividere tutto quello che abbiamo… In caso di maltempo la manifestazione avrà luogo all’interno della Villa

– MUSICA –
GIOVANNI FALZONE ELECTRIC QUARTET
Giovanni Falzone, tromba; Valerio Scrignoli, chitarra elettrica; Riccardo Tosi, batteria; Michele Tacchi, basso.
Suoni e colori della Sevdah Bosniaca riletti in chiave elettrica. PEZZI DI EST
Giorgio Casati, violoncello e elettronica
Rielaborazione di temi e ritmi della tradizione popolare dell’est Europa e del vicino Oriente
…E IL FEZ ROTOLO’ SUL PRATO
Roberto Zanisi cumbus, bouzuki e percussioni; Albeto Ferrari, clarinetti, zurna e ciaramella
Rotola il fez come la musica di questo originalissimo duo che scivola leggera tra la musica tradizionale dell’adriatico e quella del mediterraneo, nel dolce suono arcaico della zurna e del cümbüs dove le montagne di Sarajevo si perdono e confondono con le pianure smisurate d’Oriente.


– DANZA –
ARRIVANO LE SPOSE
ArtedanzaE20 in collaborazione con AccademiaDanzaMilano
danzano: Elena Pellegatta, Martina Belloni, Giulia Santini, Valentina Garbi (Annamaria Onetti coordinamento)
“Arrivano le Spose” è stato il primo lavoro di Emir Kusturica nel 1978. A partire dalle suggestioni di questo film per la tv jugoslava, una serie di spose stralunate si aggirano nel parco della Villa, alla ricerca di un mondo ideale, senza prevaricazione e violenza… GOLCONDA
compagnia Schuko: danzano Marta Melucci e Francesca Telli.
Da una città esotica, remota, dal suono tondo e denso oltre i confini di est e ovest, due danzatrici si librano in aria e piovono dal cielo, al di sopra della fretta, degli alberi e delle persone lanciando uno sguardo onirico sul tema della relazione e dei confini.

– TEATRO –
RADIOPLAY inizio spettacoli ore 21.50 e ore 23.10
con: Alessandra Comi, Giulia Detomati, Matteo Salimbeni, Irene Zani, Diego Zanoni e la voce di Luciano Mastellari
regia: Paolo Bignamini e Roberta Mandelli; con la collaborazione di Luciano Mastellari assistenti alla regia: F. Brancaccio, A. Puggioni, V. Borsari
Uno speaker radiofonico vive grazie a uno scambio osmotico tra l’elettricità presente nel suo corpo e una macchina che registra i suoi ricordi. All’interno del suo studio c’è una donna. Dalla finestra di fronte, un altro uomo ascolta la loro storia. Siamo sintonizzati su “RadioPlay”… Una riflessione sul tema dell’identità e dell’intrusione.

POSTAZIONI VIDEO a ciclo continuo
Cortometraggi con sottotitoli in Italiano
Notturni Lifegate con la voce di Debora Mancini e il video di Francesco Frongia. I cortometraggi, Enjoy Life, Enjoy Bosnia di Adermir Kenovic; Videovocabolario: dialetto, questo sconosciuto!
Tito, un fantasma nella Villa, Spine e rose della storia del centro Europa nelle pagine del Corriere della Sera, della Gazzetta dello Sport e della Domenica del Corriere
prossimo appuntamento: ci vediamo l’anno prossimo o meglio a LAMPI
se avete voglia di seguirci …

Ideazione Saul Beretta – produzione Musicamorfosi

tutti giù per terra.

Chissà chi vorrebbe essere in me.
Insomma: una laurea, un orizzonte sterminato davanti.
Mille sogni, mille passioni.

E.

E poi da un giorno all’altro non ti ricordi cosa ti eri ripromessa di fare perché non hai nessun metodo nessun ordine niente di niente.

Grandi piani, eh.
Piani di gloria e cultura e bene per tutto il mondo.

Ma da dove si comincia?

Insomma, sì, da qualche parte finirò, ma ha senso laciarsi trascinare?
Trovare alibi per non prendere decisioni?
Mi sembra di stare giocando. Di essere come in attesa di qualcosa, della Grande Occasione.
Come un attore dilettante che spera di sbarcare il lunario. Mah.

Comincio a credere sia solo un problema di testa. Che, insomma, quello che vedi fuori è solo un riflesso dei tuoi pensieri.
E una volta chiariti i pensieri si chiarisce tutto. La strada diventa lineare, le scelte automatiche.

Eppure spesso la mia testa sembra portarmi dalla parte opposta rispetto a dove dovrei andare.
” dirigendosi a piccoli passi in direzione del ponte come uno che volesse dirigersi a grandi passi nella direzione opposta”.
Come se cercassi disperatamente compromessi senza volere davvero nessun compromesso.
Ma si può andare da qualche parte, in questo modo?
Si tira davvero fuori qualcosa, alla fine?

Siamo arrivati qui, ok.

Ma forse questa era la parte più facile.
What if this was really a brand new beginning?
Con tutte delle regole diverse e una oggettività di gran lunga maggiore, in termini di risultati e determinazione?

domande domande domande.

e tra poco una risposta, sigh.

la legge democratica dei grandi numeri.

Torno dai miei quattro giorni di vacanza.
Nella testa facce e corpi che salgono e scendono senza fatica sentieri irti e (troppo) soleggiati.
La determinazione, la ricerca di un posto incontaminato. Il rispetto.
L’ordine del campeggio, i piatti lavati appena dopo la cena (quelli degli altri, si intende).
La spazzatura buttata solo nel cestino e il silenzio notturno turbato solo dalle cicale.

Come l’assaggio di un mondo civile.

Torno, apro la posta: una nuova proposta di Radio Radicale.
Non posso non darle un’opportunità.
Un BarCamp sull’argomento della Democrazia.
Why not?
La tipologia del confronto è già democratica.
Forse ragionarci su è già fornire uno spunto interessante: in un Barcamp si offre e si dà.
In egual misura.
Che sia questo a mancare, oggi?

Insomma: la democrazia. Il raggiungimento dei diritti, la creazione di uno stato sociale in cui ognuno può essere rappresentato. (Ma vogliamo essere rappresentati?).
Non so perchè, ma il solo parlarne mi pare anacronistico.
Che ci sia qualcosa che non va?

Ha senso, oggi, parlare di Democrazia?

[fortuna che la prossima tappa è giusto il Nord Europa. Sono proprio curiosa di vedere cosa succede da quelle parti]

Vari personaggi in cerca di dittatore

Davide Crimi
11/07/2008
– 05:53
Nel canale:Esperimenti
democratici


Come nella commedia di Ubu, gli uomini in scena sono liberi e reclamano per questo catene più dure.

Potrebbe essere questa l’immagine di sintesi non solo della situazione italiana, ma dell’intera Europa di questa epoca.
Abbiamo disdegnato (referendum Francia e Olanda) un Trattato Costituzionale che, per quanto complesso, presenta una Carta del Cittadino che costituisce il sistema storicamente più avanzato di diritti riconosciuti al singolo.
Adesso l’Irlanda ha respinto persino la versione più modesta della revisione dei
Trattati, che avrebbe permesso almeno di avere maggiore stabilità in Europa (con
una presidenza che da semestrale sarebbe divenuta di 2 anni e 1/2 e un Ministro
degli Esteri per avere un portavoce ufficiale unico sulle vicende di politica
internazionale).
Certo, l’Europa non è il migliore dei mondi possibili, ma
occorre ricordare quel che dicono le sei pagine iniziali del Manifesto di
Ventotene per riportare alla mente che gli stati nazionali erano (e sono)
strumenti di alcune ristrette élites di potere che usano le masse come vogliono e a fini di sfruttamento. Nel XX secolo hanno trasformato i cittadini in
soldati, e mio nonno è morto quando mio padre aveva solo sette anni. Non ci sono
sconti: gli stati nazionali sono responsabili di due guerre mondiali.
Quindi: l’Europa come sistema contrario all’egemonia degli stati nazionali (e cioé delle
oligarchie al potere); l’Europa delle città, l’Europa dei cittadini. L’Europa
nel suo significato originario di costruzione di pace, di spazio di eguaglianza
e libertà dove per ogni cittadino sia possibile una vita che sia occasione di
crescita materiale, intellettuale e spirituale.
Il punto è che i cittadini non ci sono, non hanno coscienza dei loro diritti, non si appassionano ai loro diritti. Considerata la legge democratica dei grandi numeri, non gliene frega niente.
*
Se giungiamo allo specifico caso italiano, vediamo che qui abbiamo insperatamente realizzato lo slogan del maggio ’68: “L’immaginazione al potere“.
Dando fiducia a Berlusconi, abbiamo davvero mandato l’immaginazione
al potere. Il problema è il tipo di immaginazione. Abbiamo davvero uno strano
tipo di immaginazione, un singolare incrocio tra un film di Totò e uno di Nanni
Loy, con inserti vari che spaziano da Fellini ai Vanzina (e velocissimi
fotogrammi subliminali estratti da Caligola e Suspiria).
[…]

Che i partiti dei lavoratori siano stati espropriati dal capitale (cosa vuole un Flores D’Arcais? che rappresentatività ha Francesco Rutelli? e D’Alema? di quali interessi sono portatori? di quale sinistra stiamo parlando?) ormai è ampiamente noto.[…]

Il punto è che non esiste più un partito che sia espressione del mondo del lavoro. Il sindacato non versa in condizioni migliori: il lavoro tipico del sindacalista è contrattatare gli interessi dei lavoratori in cambio di favori utili alla sua condizione personale e finalmente fare il salto in politica.
[…]
Invoco la morte politica di questa sinistra becera, manipolo di impostori. Approvando la legge 30, quel pasticcio brutto impropriamente chiamato “legge Biagi”, sono loro
che hanno attaccato il lavoro, loro che lo hanno reso precario, loro che
intendevano trarne profitto politico. Questa presunzione deriva dal fatto che
sono stati loro a presidiare il mondo del lavoro.
Ma hanno fatto i conti senza l’oste.
*
La cultura dell’italiano medio non è legalitaria.
Pensavano che con un machiavellismo legislativo (più chiaramente: con una legge
di merda), precarizzando la società avrebbero moltiplicato la logica della
sudditanza politica (perché un lavoratore a tempo indeterminato può esser grato
a qualcuno per uno, due, tre anni, ma non a vita; mentre un lavoratore a
contratto annuale può essere ricattato ogni otto nove mesi).
Non sapevano che l’italiano medio non vota chi fa la legge ma chi assume il volto di chi può piegare la legge al suo volere, di chi può trasformare il diritto in
privilegio.
Del resto, la giustizia è in uno stato penoso. Non c’è certezza del diritto e andare ad affrontare una causa per un normale cittadino è qualcosa che non ha nessun fondamento nella ragione oggettiva. Situazioni che sarebbero chiare a un bambino si scontrano con i sofismi di una macchina amministrativa lenta e stentorea, che quando esprime la sua pronuncia sembra l’oracolo di Delfi
nell’epoca della sua peggiore decadenza.
E poi, l’italiano medio vota chi fa la voce del padrone.
Ma non prendiamocela soltanto con noi stessi. Tornando
al quadro europeo, Irlanda, Francia e Olanda, con le loro scelte popoliste ai
referendum europei, hanno dimostrato di non essere diversi da noi. Populisti
quanto e più di noi, incapaci di distinguere la ragione dal verosimile.
Ecco perché il pericolo di una deriva populista (con il suo strascico autoritaristico
e dittatoriale) è estremamente concreto.
Ecco perché il futuro delle correnti progressiste, di coloro che intendono la libertà come partecipazione e accesso, come emancipazione, è nel sostenere internet contro la televisione, l’open source contro i sistemi chiusi.
Il futuro passa da qui, dal punto di sempre: dalla libertà di pensiero.
Internet è oggi la frontiera di quest’ultimo baluardo di libertà.
Difendere la libertà di pensiero e di espressione su internet è fondamentale.
Affermarla è la sfida politica più immediata. .

La Festa dei Puffi

Mi scuso per non essere stata in grado di produrre un post sensato e vagamente esaustivo sulla mia toccata e fuga belga.
Ma temo che il dono della completezza mi manchi.
Faccio parte di quelli che cominciano dieci cose e non ne finiscono nessuna.
Ma noi ci piacciamo così.

A proposito di quelli che non hanno grandi doti ma si piacciono lo stesso, mi viene in mente la sigla dei Puffi “non Puffi siam così..” e il modo in cui questa sorta di mediocrità fosse addirittura esaltata dal curatore della mostra su Pejo, che ho visitato al CBBD.

Centre Belgique de la Bande Dessiné, si vanta di raccogliere la storia europea del fumetto.
Lungi dal poter appurare che sia davvero così, mi sono comunque goduta il giro turistico tra personaggi fumettosi di ogni genere, compresa un’introduzione sulla tecnica del fumetto step-by-step e una full immersion nel mondo dei PUFFI!
Legata molto strettamente a questo ricordo d’infanzia, non ho potuto far altro che sorridere incantata davanti a tutti i ritratti di Quattrocchi, Puffetta, Selvaggio, e Grande Puffo.


In particolare ho potuto apprendere tutta l’Ontogenesi della vicenda ( !), di come l’origine dei puffi stia nel viaggio generato in due bambini (protagonisti di un fumetto precedente alla nascita dei Puffi) che per aver ascoltato il Flauto Magico, vengono trasportati nel “Le Pays Maudit(che non ha un equivalente italiano) e lì vi trovano degli esserini alti tre mele con età avanzatissime (grande puffo ha quasi cinquecento anni!).

Su Wiki i nomi degli Schtroumpfs nelle traduzioni fatte, il successo raggiunto con la serie televisiva di Hanna e Barbera e molte curiosità (alcune ritenute poso affidabili dall’organo di controllo di wikipedia).


Ah, altra notizia sui Puffi: quest’anno si festeggia il Cinquantesimo dalla Creazione dei Puffi ed eventi saranno organizzati in favore dell’Unicef in molti paesi, per info happysmurfday.com

incontri

Tecnologia ed estetica nella cultura politecnica.
Evoluzione storica dei concetti estetici. Dalla mimesis ai pronostici ( eq. di Volterra-Lotka ).
I concetti di simmetria e di ordine nella fisica.
Ordine pitagorico e autoorganizzazione.
Produzione delle strutture naturali e creazione delle strutture artificiali.
La Simmetria e l’ordine nelle strutture quantistiche.
Instabilità dinamiche di non-equilibrio e loro analogie col processo percettivo: razionalità e emotività.
Ubiquità dell’ambiguità.
Simmetria di scala e frattali.
Caos deterministico.
Creatività e relative regole del gioco.
Il bello quale combinazione armonica di simmetria, ordine e ambiguità.
Leggi di natura e universalità dell’ immagine.
Cultura dello schermo e nuovi linguaggi artistici. Bellezza e verità.

testo del Corso di Dottorato di ricerca in Estetica. Componenti scientifiche dell’armonia e del bello (data di inizio: 29 Febbraio 2008)
tenuto al Politecnico di Milano, A.A. 2007-2008.