affetto o scherzetto?

oggi una conversazione con claudio mi ha confermato una certezza: per Natale quello che tutti desideriamo è sempre e solo un pizzico di fortuna, un po’ di salute e un po’ d’amore.
questo è vero per tutti.
è vero sempre.

e allora perchè ci riduciamo sempre a distruggerci e stressarci la vita per fare regali che nel migliore dei casi saranno molto costosi, spesso inutili e in alcuni casi nemmeno apprezzati?

temo che la risposta non sia ovvia.
e quindi non sia che, come tutti spesso ci rimproveriamo, siamo illimitatamente consumisti e bloccati nelle tradizioni.
no.
secondo me esiste una spiegazione, una cosa vagamente logica, qualcosa su cui si possa riflettere.

la verità è che siamo insicuri dell’affetto che possiamo donare, della fortuna che possiamo portare, dell’amore che sappiamo regalare. la verità è che vogliamo che tutto questo stia in un oggetto. qualcosa da guardare e toccare, che possa simbolicamente rappresentare quello che vogliamo dire.
perchè l’affetto che siamo in grado di dare, temiamo possa essere frainteso, se non accompagnato da un portavoce economico. perchè temiamo che se non lo facciamo chi forse ancora ci voleva bene, non lo farà più. siamo tutti incosciamente terrorizzati dall’incubo di una faccia delusa, dispiaciuta.

forse a natale potremmo regalare tutti grandi scatole di baci 🙂

o forse basta non dimenticarsi che il senso del Natale e quello di dimostrare affetto alle persone che amiamo.
don’t forget, e buon Natale a tutti! 😛


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letterina a babbo natale

carissimo santa claus/ometto della cocacola/gesù bambino/mamma,sorella,amica,fidanzato(…) ,
io ho dei desideri.
cose che vorrei comprare ma non posso.
cose che potrei comprare ma non voglio.
insomma: cose.
cose che magari a voi vi serve pure di sapere anche se difficilmente avrete idea di dove comprarle ma tant’è è meglio che brancolare nel buio (si dice)
allora, ecco, il primo che mi viene in mente è

  • l’ampli della roland che si chiama MicroCube e costa 84 euro e che mi serve per riuscire a suonare la chitarra elettrica che va bene che non sono sorda ma non è mica la stessa cosa eh
e poi

  • una borsa di pelle marrone con la tracolla grande che mi duri un’eternità e non mi faccia più perdere cose in giro.
  • i jeans di lifegate che fanno bene al mondo e che ora costano pure la metà
  • delle scarpe da ginnastica che non dico che sono proprio una sportiva ma insomma se per caso mi dovesse capitare di muovere un dito, vorrei evitare di farlo con le clarks.
  • la guida al consumo critico, che ogni tanto sapere anche cosa si sta comprando non è male.
  • un sacco di calze (che ne rompo a centinaia e poi sono costretta a fare una lavatrice al giorno)
  • un ingresso al centro benessere che fa risorgere anche i più demotivati
  • una giornata in montagna con qualcuno che mi voglia bene e voglia sciare insieme a me
  • tante palle rosse da appendere in giro per casa che facciano Natale (anche di quelle artigianali tanto carine)
  • una radiosveglia che si possa legare alla testata del letto per noi poveri disgraziati senza comodino
aggiungo:
  • high fidelity – Nick Hornby – edito da Penguin books
  • the rain before it falls – Jonathan Coe, ultimo libro pubblicato dell’autore di quel miracolo che è House of Sleep – sconsigliatomi da masterizzanda (come diavolo si dice?) in letterature nordamericane, ci vogliamo fidare. suggerimenti alternativi cercasi.
  • non si muore tutte le mattine – il meraviglioso libro di vinicio
  • bob dylan, visioni ritratti e retroscena – edito da rizzoli
  • music of the primes – l’ultima sfida: riuscire a leggere un intero libro in inglese sulla matematica. ce la farà la nostra eroina? 😛
  • l’abbonamento a una rivista di dettagli di architettura fighissima: Detail

lottare per i diritti umani (ancora??!)

omosessuali criminali: firmate anche voi per la proposta dell’Onu di Depenalizzare l’Omosessualità
(in 91 paesi è ancora un reato)

http://firmiamo.it/decriminalizzazionedellomosessualita. …

Nel mondo sono circa un’ottantina i paesi che hanno leggi che puniscono gli atti sessuali con persone del proprio sesso. La pena capitale è prevista in Mauritania, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Yemen, Sudan, Iran, Afghanistan, Nigeria, Somalia. Il carcere a vita, invece, è previsto in India, Pakistan, Birmania, Guyana (l’unico Stato latinoamericano dove l’omosessualità è reato), Sierra Leone, Uganda, Tanzania, Bangladesh, Barbados.
Repubblica.it

CITTA’ DEL VATICANO – E’ scontro tra Onu e Vaticano. La Santa Sede boccia, con decisione, il progetto di una depenalizzazione universale dell’omosessualità. Un’ iniziativa presa dalla presidenza di turno francese dell’Unione europea, e accolta da tutti i 27 Paesi della Ue. Immediato il “no” della Santa Sede: “Gli stati che non riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso come ‘matrimonio’ – dice monsignor Celestino migliore – verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni”. Affermazioni che scatenano una serie di reazioni polemiche che, in serata, provocano una nuova presa di posizione del Vaticano. Che, però, nella sostanza è tutt’altro che una retromarcia. “Nessuno vuole difendere la pena di morte per gli omosessuali”, afferma padre Federico Lombardi che ricorda come altri 150 paesi non abbiano aderito alla proposta – ma la proposta cerca di ‘introdurre una dichiarazione di valore politico che si puo’ riflettere in meccanismi di controllo in forza dei quali ogni norma che non ponga esattamente sullo stesso piano ogni orientamento sessuale, puo’ venire considerata contraria al rispetto dei diritti dell’uomo”
Repubblica.it

[io voto sempre per l’esilio..]

un’arancia a orologeria.

Secondo Burgess, l’espressione Clockwork Orange era tipica dello slang cockney (il dialetto dei londinesi): «sballato come un’arancia meccanica» (oppure «a orologeria», altra traduzione possibile). L’autore pensava che l’espressione potesse essere erroneamente utilizzata per riferirsi a una persona che reagisce meccanicamente (in malese orang significa persona). È possibile, tuttavia, che Burgess avesse inventato la frase come gioco di parole sull’espressione «un’opera di nettare e momento». Più avanti (1986), nel suo saggio A Clockwork Orange Resucked, Burgess chiarì che una creatura che può solo fare il bene o il male è una «clockwork orange» – con ciò intendendo che ha l’apparenza di un organismo amabile caratterizzato da colore e succo, ma in effetti è solo un giocattolo a mollaDio, dal Diavolo o dallo Stato onnipotente», e a far scattare la propria violenza, appunto, come un congegno a orologeria.

Nel saggio Clockwork Oranges, Burgess afferma che “il titolo sarebbe adatto ad un racconto sull’applicazione delle leggi di Ivan Pavlov, ovvero meccaniche, ad un organismo che, come un frutto, era capace di esprimere colore e dolcezza”. Questo titolo allude alle reazioni del protagonista, artificiosamente condizionate in modo negativo ai sentimenti del male, tanto da impedirgli l’esercizio del suo libero arbitrio.


Wikipedia, Arancia a orologeria