bella prof, pimpami la storia!

Come più volte riportato nella cronaca e nell’informazione di sinistra, 
è chiaro obiettivo di una certa ambiziosa destra
modificare la comunicazione storica
così da distorcere gli insegnamenti
e creare nuovi orrori.
anno 2009: la storia si apprende via video, ergo il nostro nanetto si prende un aitante vj di emtivì e lo mette a presentare un programma in cui Hitler è un “leader carismatico” e Stalin un tizio molto ordinato.
Me l’hai pimpata di brutto prof, avrai patiti della storia fino dalla scuola media! 
(Caparezza, Pimpami La Storia dall’Album: Le Dimensioni del Mio Caos, 2008)


Silvio riscrive la storia
di Peter Gomez
Una enciclopedia in videoclip rilegge gli eventi del mondo. andrà in tv e sul web. Al lavoro una società collegata a fininvest. Alla guida il vj Andrea pezzi. sullo sfondo un discusso guru

Gli uffici dove gli uomini di Silvio Berlusconi provano a riscrivere la storia sono in via Marroncelli, in un cortile della vecchia Milano. Qui ormai da un anno lavorano a pieno ritmo e nel segreto quasi assoluto una quarantina di persone. Sono i dipendenti e i collaboratori di Ovo, una srl partecipata al 47 per cento da Trefinace, una società lussemburghese che fa capo alla Fininvest. Ovo ha un obiettivo, anzi una missione, creare Ovopedia la prima enciclopedia in videoclip del mondo: un’opera colossale da migliaia e migliaia di voci che tra qualche mese entrerà nelle case degli italiani via satellite, e forse sul digitale terrestre, e sul Web.

Responsabile del progetto, molto apprezzato dall’ideatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri, è un ragazzo simpatico e carino di 35 anni: l’ex vj Andrea Pezzi che presiede la società e la controlla al 53 per cento attraverso Nova Fronda, un’altra srl il cui nome si richiama direttamente al singolare credo psico-filosofico di Antonio Meneghetti, un ex frate francescano dal burrascoso passato giudiziario che negli anni ’70 ha fondato l’ontopsicologia, una disciplina che ha come scopo la “formazione del leader, inteso come intuizione attiva di soluzioni per il collettivo”.

Nel febbraio del 1998 l’Associazione di Ontopsicologia si è guadagnata quasi una pagina in un corposo rapporto del ministero dell’Interno su “sette religiose e i nuovi movimenti magici in Italia”. Ma all’ex frate sentir dipingere la propria organizzazione come una psicosetta nella quale “verrebbero attuate metodologie dirette a modificare il carattere e la personalità dell’adepto, al punto di ottenere il totale condizionamento e devozione nei confronti del fondatore“, proprio non andava giù. Così Meneghetti ha intentato causa al Viminale ed è riuscito a ottenere un risarcimento civile per danni d’immagine di alcune decine di milioni di lire.

Setta o non setta, resta il fatto che Meneghetti, considerato da Pezzi “un uomo straordinario e quasi magico”, propaganda teorie storico-politiche sconcertanti (…), sostiene la necessità di “relativizzare l’olocausto ebraico”, perché “bisogna ricordare che gli ebrei non sono l’unico popolo che ha sofferto e pagato”. “Io ho visto”, spiega, “alcuni ebrei, ma anche molti italiani, molti tedeschi, molti russi e molti austriaci, morire. Ognuno ha perso, la guerra è bestiale. Tutti abbiamo perso, tutti siamo stati cattivi, tutti siamo stati partigiani”.

Così Adolf Hitler, ma pure Josif Stalin, secondo Meneghetti, vanno studiati dal punto di vista del loro essere interiore(…)”Se avessimo potuto indagare l’obiettiva motivazione interna di un leader”, dice Meneghetti, “con sorpresa di molti si sarebbe notato che le fonti culturali di un Hitler sono nella dottrina dei Dalai Lama del Tibet. Lì sono i fondamenti ispirativi che giustificano il suo modo di fare, che sostanzialmente non era un voler occupare gli altri, ma voler purificare e salvare il mondo”.
(…)Il risultato è per molti versi inquietante. ‘L’espresso’ ha potuto visionare in anteprima alcune delle videoclip finora prodotte.

In quella dedicata ‘All’ascesa del nazismo’, accanto a un montaggio incalzante tipico dei video musicali, accompagnato da una colonna sonora decisamente furba e coivolgente, la storia della presa del potere da parte delle croci uncinate è presentata senza indugiare in alcun tipo di giudizio storico, etico o morale. Hitler diventa così solo un leader dal fortissimo “carisma personale e dalle straordinarie virtù di oratore”, mentre la questione del ‘Mein Kampf’, ovvero della Bibbia del nazismo, viene liquidata senza far cenno al razzismo e limitandosi a dire che nella sua opera il Führer “afferma che l’attuale declino della Germania dipende da un complotto dei comunisti e degli ebrei volto a seminare discordia e indebolire l’economia del paese”.

(…)

Non è un caso. Agli autori dei testi di Ovopedia, in gran parte giovani con pochissima o nessuna esperienza nel campo dell’informazione storica e scientifica, viene fornito un format preciso, che ha come comune denominatore: “La volontà“.

In Ovobio, la sezione dell’enciclopedia interattiva in videoclip dedicata agli uomini che nel loro campo hanno lasciato il segno, si ordina di “mettere in luce la volontà del personaggio di raggiungere i suoi obiettivi e l’intelligenza nel saper applicare questa volontà”. Mentre nel piano dell’opera Meneghetti compare tra gli “intellettuali e i mistici” cui dedicare una videoclip, accanto a figure come Aristotele, Freud, Sartre e Sant’Agostino.

Ma perché il premier ha deciso di finanziare personalmente Ovo attraverso la cassaforte di famiglia Fininvest e di inserire un suo uomo, Paolo Mazzoni, nel consiglio di amministrazione della società? Rispondere alla domanda non è semplice. Qualche dato di fatto però aiuta a capire. Già nel 2006 Meneghetti ha potuto presentare il suo libro più importante (‘La psicologia del leader’) alla quarta convention dei circoli giovani di Dell’Utri, mentre Pezzi nel 2005, (…) ha ottenuto un programma su RaiDue, ‘Tornasole’, in cui Meneghetti, suscitando lo sconcerto del critico televisivo del ‘Corriere della Sera’, Aldo Grasso, è stato tra gli ospiti d’onore. (…)

(…)

La tv interattiva di Pezzi è sembrata il sistema giusto per fare guerra a Internet
anche perché il progetto della web tv non è stato ancora scartato, ormai divenuto il primo media nella fascia d’età compresa tra i 16 e i 26 anni. Ovo ha così cercato, finora inutilmente, di trovare spazio sulla piattaforma di Sky, ha concluso un accordo con Vodafone per fornire contenuti multimediali (Ovoday) e ha bussato al mercato delle televisioni via cavo americane. In programma c’è la produzione di 2 mila clip all’anno, al costo di circa 3 mila euro l’una, cui va aggiunto il denaro per acquisire le immagini dagli archivi. Un business insomma da 7 o 8 milioni di euro ogni 12 mesi, che nel 2007, con le produzioni effettive cominciate a settembre, ha portato la società a una perdita di quasi 2 milioni.

Il progetto però è più complesso. È prevista una sezione chiamata Ovonews (…) e una di satira politica chiamata Ovospirit. (…)i vertici di Ovo hanno molto insistito sulla necessità di mettere nel mirino Antonio Di Pietro che, secondo Meneghetti, durante Mani Pulite sarebbe stato un burattino nelle mani degli americani, utilizzato per distruggere le imprese italiane.

Ancora fermo è invece il capitolo di Ovowise, dei mediometraggi dedicati al pensiero politico dei grandi leader contemporanei raccontato da loro stessi. Per il primo video, in calendario c’erano 30 minuti dedicati al premier, Silvio Berlusconi. Ma il budget era basso, poco più di 35 mila euro, e la casa di produzione straniera a cui Ovo si era rivolta ha detto no.
(…)
(01 settembre 2008)

L’Articolo di Gomez sul L’Espresso

Il signore dell’ontopsicologia

Per il ministero dell’Interno in Italia gli adepti sono poco più che 500. Fra loro figurano alcuni psicologi, molte donne, possibilmente giovani e carine, qualche avvocato, due giornaliste, e persino un paio di ex giudici onorari e consulenti di tribunali. Molti sono poi i personaggi legati al mondo della tv. Andrea Pezzi a parte, a Milano c’è un’intera casa di produzione che si muove sul mercato seguendo i dettami dell’ontopsicologia. Ancora più forte e qualificata è invece la presenza in Russia, dove all’Università statale di San Pietroburgo, alla discipina inventata da Tonino Meneghetti da Avezzano, 72 anni portati con nonchalanche, è stata persino dedicata una cattedra nell’ambito della facoltà di Psicologia.

Tra i seguaci russi di Meneghetti ci sono capitani d’azienda, militari, il figlio di un importante banchiere, e molta gente comune che spera di far carriera nel selvaggio mondo del capitalismo ex sovietico applicando i dettami delle sue teorie leaderistiche. Alcuni ex adepti con cui ‘L’espresso’ ha parlato, favoleggiano di un incontro del ‘professore’ con Vladimir Putin, avvenuto nel 2000, poco prima dell’elezione dell’ex agente del Kgb a presidente. La notizia, ovviamente, non trova conferme, ma la dice lunga dell’aura di mistero di cui Meneghetti ama circondarsi. Che è facile percepire in Brasile, dove l’ex frate, seguendo i principi dell’ontoarchitettura, un’altra tra le tante discipline da lui fondate, ha costruito la comunità di Recanto Maestro, con tanto di albergo e di università per accogliere pazienti e studenti. Qui il ‘professore’, descritto come un tipo in apparenza spiritoso e alla mano, indice spesso riunioni intorno a una grande pietra ribattezzata ‘Genius loci’, che a volte si concludono con pianti liberatori collettivi.

Cariche di mistero appaiono anche le comunità italiane degli ontopsicologi.
A Pissignano in Umbria Meneghetti ha acquistato vicino alle fonti del Clitunno un intero borgo mediovale, le cui abitazioni, fino a qualche anno fa decorate con simboli esoterici come la luna e il sole nero, vengono rivendute ai seguaci. Un po’ come accade a Maduro, a pochi passi da Sant’Angelo Lodigiano, dove è in via di ultimazione la ristrutturazione di un’enorme cascina, la cui facciata è abbellita da gigantesche strutture in metallo che richiamano alla mente l’ingresso di una chiesa. A produrle è stato lui, il ‘professore’, che è anche un ontoartista, ovvero un esponente dell’omonima scuola pittorica ovviamente da lui stesso fondata. Convinto che il denaro non sia lo sterco del demonio, ma un mezzo per misurare la qualità dei leader, Meneghetti con gli anni è diventato ricco. Possiede decine e decine di immobili a Roma, Cagliari, in provincia di Lodi e in Umbria. Ha aperto una fondazione in Svizzera, è titolare di gallerie d’arte e di un’azienda di confezioni (non per niente ha creato l’OntoModa) che produce abiti di discutibile gusto rivenduti ai simpatizzanti anche a più di 2 mila euro. Compare in alcune immobiliari e soprattutto controlla Foil (Formazione ontopsicologica interdisciplinare leaderistica), un’azienda che dal 2001 organizza a Milano corsi per manager (quelli per i politici sono invece di appannaggio dell’associazione ontopsicologica).

Dal punto di vista econonomico Meneghetti è spesso affiancato da Luca Morotti, che fino a metà del 2007 è anche stato uno degli amministratori di Ovo. Morotti gode di qualche notorietà in Svizzera, non tanto per le sue iniziative immobiliari nell’est Europa, ma perché è ‘socio gerente’ della The Hempt company (Thc), un’azienda, poi chiusa dalle autorità elvetiche, che si occupava di commercializzare la canapa indiana e i suoi derivati. La cosa non deve stupire: sul punto ‘il professore’ ha idee chiare. Il problema, si legge nei suoi libri, non è chi produce o vende le armi o la droga. Il problema è l’utilizzo che si fa delle pistole o delle sostanze stupefacenti. Tutto infatti, secondo Meneghetti, è relativo. Ma c’è da chiedersi come l’ultraproibizionista Berlusconi abbia finito per entrare in una società televisiva ai cui vertici figurava un venditore di marijuana.

Insomma Meneghetti ne ha fatta di strada dai primi anni ’80, quando fu arrestato insieme ad alcuni adepti per associazione per delinquere, violenza carnale e altri reati, venendo poi prosciolto dalle accuse più gravi. Allora i giornali lo descrivevano come un santone e ironizzavano sul fatto che nella vecchia sede dell’organizzazione, a Scandriglia (Rieti), fossero state trovate delle sedie sulle quali erano stati applicate “delle protuberanze”, da utilizzare durante la terapia. Storie vecchie destinate però a riemergere nel 1991, quando la sua giovanissima compagna muore in Sardegna in circostanze mai chiarite che gli costeranno una condanna per omicidio colposo. L’esperienza del carcere, le continue indagini lasciano però il segno nell’ex frate. Che nel 1997, con quattro anni d’anticipo rispetto a Berlusconi scrive, in una sorta di manifesto poltico, non solo che i magistrati devono dipendere dall’esecutivo, ma anche che è necessario “fare aggiornamento pscicoterapeutico per chiunque si inoltra in una responsabilità giudiziaria o poliziesca”. Infatti “bisogna sorvegliare polizia e giudici per verificare se sono uomini maturi e non reconditi schizofrenici… perché la maggioranza sono dei latenti schizofrenici”.

Ma questa è una riforma che spetta a “Berlusconi, Bossi, Buttiglione e Fini, cioè uomini che fanno del loro meglio non soltanto per una funzionalità interna, ma anche per una leadership italiana nel mondo”. Tra di loro solo il mago di Arcore e il druido di Gemonio lo prenderanno alla lettera.

P.G.
(29 agosto 2008)

inizio.

come passare dieci giorni

a preparare un inizio
e poi bruciarselo in vino e stupidaggine
come avere addosso
stanchezza e gioia
come un lamento
che è anche
ringraziamento
come l’assurdità di eventi
accartocciati e arrabbiati
e poi un’occasione che fiorisce
spontanea
lieta
come la speranza
che non è fatto compiuto
e per questo
dolce e golosa
come un dono che si fa
occasione e compimento.

come ricominciare,
finalmente.

ascendendo

C’è una sobrietà nei nati sotto L’Ascendente Capricorno che è distintiva. 

Anche quando scherza, lo fa in modo inespressivo. Infatti, molte delle persone più divertenti hanno un Ascendente Capricorno. Tutto sta nel tempo … e nel fatto che non ride prima che la barzelletta sia finita.
L’Ascendente Capricorno ispira competenza. Semplicemente egli la filtra. Generalmente è una persona che  cura molto la sua immagine – le sue maniere e i vestiti che indossa hanno un forte peso per lui. Vuole apparire come  una persona di successo, e generalmente ci riesce.
Spesso il carattere dell’Ascendente è quello che ci è stato imposto dai condizionamenti familiari. Ad esempio, i genitori possono etichettare il proprio figlio Ascendente Bilancia come “quello buono”; il proprio figlio Ascendente Ariete come “quello indipendente”; ed il loro figlio Ascendente Pesci generalmente il piccolino della famiglia. Noi adottiamo questi ruoli come familiari, e spesso ce li portiamo dietro come un meccanismo di difesa, in un modo o nell’altro, per tutto il resto della nostra vita. Nel caso dell’Ascendente Capricorno egli era il bambino considerato “quello responsabile”. Talvolta, era egli stesso che si guardava intorno e sentiva il bisogno di essere un membro organizzato, affidabile e responsabile della famiglia. Così, spesso, L’ascendente Capricorno si appropria di un forte senso di tradizione, di famiglia, e di responsabilità quando è ancora molto giovane.
L’Ascendente Capricorno ha generalmente una famiglia numerosa, e si preoccupa sempre della sicurezza – per egli stesso e per i suoi familiari. Sono visti dagli altri come lavoratori, competenti, e affidabili. Quello che gli altri non possono vedere sotto quell’apparire così  calmo e gentile, è una forte lotta interiore: egli si chiede spesso, “Sto facendo abbastanza?”, “Merito tutto questo?”, “ Come posso migliorare le cose?”. Si preoccupano molto del futuro.
Se sembra che il successo sia stato raggiunto facilmente da questa persona, non è proprio così. Egli ha solo fatto apparire le cose in questo modo attraverso un temperamento paziente, laborioso e mirato. Qualche Ascendente Capricorno pratica una forma di auto-negazione. Sa come mettere fine alle frivolezze. Però spenderà molto denaro per i vestiti che vuole veramente (quelli con le giuste etichette),  e per altri status symbol. Sebbene sia raramente una persona pretenziosa, la sua aria calma di successo spesso è il risultato di un grande sforzo.     Molto spesso L’Ascendente Capricorno ha una storia fatta di successi. La sua infanzia può essere stata difficoltosa, ma egli ha ribaltato lentamente la sua esistenza. Saturno domina quest’Ascendente, e di solito questo significa un modo di vivere influenzato dal passato – da bambino egli è seri e responsabile; crescendo, invecchia con saggezza, e imparano a lasciarsi andare.
Le caratteristiche dell’Ascendente Capricorno sopra descritte, vengono modificate dai pianeti che congiungono l’Ascendente , dai pianeti che posizionano l’Ascendente, e dalla posizione del pianeta dominante del segno rispetto all’Ascendente. Per esempio, una persona con Ascendente Capricorno che ha il suo pianeta dominante, Saturno, nel Sagittario risponderà all’ambiente circostante in maniera lievemente diversa rispetto ad un’altra persona con uno stesso Ascendente Capricorno, ma il cui pianeta Saturno si trova nello Scorpione. Alla stessa maniera, una persona con un Ascendente Capricorno, che ha anche Venere congiunto, si comporterà diversamente da qualcuno con un Ascendente Capricorno che non ha quel posizionamento nel suo grafico di nascita.

il mio nuovo gioco

ok, lo ammetto.

ci sto prendendo gusto.
però:
faccio nuova ricerca, su un altro sito,
l’esito è uguale al precedente (pfiù, beato metodo scientifico)
ma la descrizione mi sembra non coincidere per nulla
sarà mica la prova che devo smetterla di credere a sta roba?
il pubblico è pregato di tenere per sé qualsiasi opinione dovesse avere 🙂
Rigido e chiuso, lavora duro sino a raggiungere i suoi scopi. Pessimista e diffidente, poco pratico e a volte maldestro, orgoglioso e Circospetto, mira alle mete materiali e che abbiano durata; il suo humour è legnoso.
L’aspetto è piuttosto scostante, riservato, poco discorsivo. Nell’eccitazione può incepparsi nel parlare.
Signore del suo oroscopo sarà Saturno.

l’affidabilità di internet

ho appena pubblicato il ritrovamento dell’ascendente e relativi commenti

quando, per curiosità, come dire, scientifica, mi coglie l’iniziativa di calcolarlo nuovamente, su di un altro sito, 
ed è ecco che il risultato diventa


Il tuo ascendente è CAPRICORNO


Il problema cruciale dei nati con l’ascendente in Capricorno è quello di essere mutevoli nei riguardi della fiducia in se stessi: possono passare da momenti in cui pensano di poter governare il mondo ad altri dove dubitano di tutto. Tendono ad affrontare con sicurezza il lavoro, ma è per loro difficile  sostenere o instaurare una relazione sentimentale; una volta stabilita una relazione permanente, i nati con l’ascendente in Capricorno diventano però molto attenti e sensibili ai bisogni del partner.

Possono soffrire di disturbi alla digestione che possono portare a ulcere e alterazioni dell’epidermide. Tendono facilmente alla depressione.


si vogliono decidere?
(seguiranno ulteriori investigazioni)

cerco di tirare le fila di tutte le cose che avrei fatto quando avessi avuto tempo.

ovviamente però, quando c’è tempo non c’è voglia.
e via dicendo.
una, però, era quella di calcolarmi l’ascendente.
lo faccio, adesso, per capire se c’è una qualche ragione per il mio essere così insopportabilmente nervosa, o se è semplicemente il fatto di non fare assolutamente null’altro che dormire, e di essere a casa coi miei da ormai dieci giorni (aaargh).
io sono convinta che sia la seconda, delle due.
ma non si sa mai.
e allora mi sono calcolata l’ascendente, per poi andare a ritrovare un oroscopo che fosse il più possibile accurato, 
ma ho incontrato una descrizione tanto somigliante
che mi verrebbe da terminare qui la ricerca
(per paura, ovviamente 😛 )
trascrivo qui sotto la presentazione dell’ascendente vergine (dio mio noooooo!)
L’ascendente Vergine, come tutti gli ascendenti di terra, deve sentirsi utile e produttiva. E’ molto attenta al corpo e al suo funzionamento, anzi ha la pretesa che funzioni proprio come una macchina. Va incontro alla vita con riservatezza, con una certa sfiducia nelle sue capacità, non si sente quasi mai all’altezza, ed è proprio per questo che diventerà abile ed esperta, perché riservata e silenziosa è attenta, acuta, vede tutto, ogni dettaglio e particolare, niente le sfugge. E’ un ascendente che deve sezionare, masticare, digerire, assimilare ogni esperienza della vita, è sempre sull’orlo dello stress perché lavora sempre, ha continuamente bisogno di capire fino in fondo, di analizzare, scegliere, separare quello che serve da quello che non serve. La selezione e l’organizzazione sono il lavoro dell’ascendente Vergine, il pericolo è che questa ansia di perfezione, ordine ed efficienza si trasformi in ossessività e che nella maniacale ricerca di precisione e perfezione perda il contatto con la propria spontaneità e flusso vitale e diventi troppo rigida e asettica. Quando è leso tale ascendente trasforma la vita quotidiana in una serie di rituali da eseguire con precisione maniacale, tutto deve essere controllato, perché niente deve sfuggire. L’ascendente Vergine non si concede errori, non si perdona, non è mai tollerante o indulgente con se stessa, vive costantemente in tensione. Generalmente questo ascendente dona un fisico magro, nervoso, efficiente, dall’aspetto giovanile.