nuotando in acque ben più alte (di quelle della piscina in cui avevo promesso di andare)

ochei, sì, mi sono fatta attendere un bel po’
ma stasera
siccome che sono ancora viva
e poteva non essere così banale
che lo fossi
ecco credo
che sia il caso di festeggiare,
di farvi sapere che sono viva
viva e anche leggera,
leggera per via di queste Teste di Radio che sembrano fermarmi il sangue nelle vene
polverizzarlo
…zum!

e mi viene in mente questa mia amica,
G.
che oggi ha offerto la cosa più bella del mondo
a una persona
ha preso se stessa e si è come messa in palmo di mano
come una petalo di rosa da soffiare via
così
lei ha messo
tutto quello che è
e poi: puf.
lei si è offerta, tutta quanta
tutta così lieve
e poi: fiù.

ma non è stato lieve, non come un petalo che cade, no
lei è caduta proprio di piombo a terra
lei
e con lei io
io
io e lei
col sedere giù: pam.

perchè così capita alle volte
che si riesca a sentire
perfettamente le stesse cose
dentro, giù.
che io questa cosa qua del cadere
già ce l’avevo tra le mani da un po’
però mi figuravo che fosse una sensazione fallace
le paure che ti offuscano la strada
i pensieri ripetuti troppo forte che poi
ci credi e loro si avverano;
e invece proprio no.
le cose brutte succedono e basta.

e tu puoi essere anche l’ottimista più ottimista del mondo
vivere nel migliore dei mondi possibili
la migliore vita possibile
nel miglior modo possibile
che, guarda, non cambia proprio niente.

puoi provare a metterti in faccia un sorriso da pagliaccio
se vuoi
anche se carnevale è passato
-i sorrisi da pagliaccio fanno un po’ paura, lo so
soprattutto a quelli che come me sono cresciuti con l’incubo di IT-
ma quella cosa struggente della canzone di Vinicio
che i pagliacci non ridono mai per se stessi
ecco
forse ogni tanto
ci si può provare
a fare come quei poveri pagliacci
a ridere per gli altri
a mettersi su un sorriso enorme
anche se non ci si crede
così per provare
sorridere
e vedere che forse
magari serve.

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