É tempo di cambiare

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Venite qui, gente, dovunque voi vaghiate, e ammettetelo: le acque attorno a voi stanno salendo. Accettate che presto sarete zuppi fino all’osso, se il vostro tempo vale qualche cosa; fareste meglio a cominciare a nuotare, o affonderete come pietre. Venite scrittori e critici che profetizzate con la penna, aprite bene gli occhi, l’occasione non tornerà; e aspettate a parlare, la ruota sta ancora girando e non si sa chi sia a decidere: chi sta perdendo poi vincerà perché questo è tempo di cambiare.

Senatori e parlamentari, prestate attenzione. Non restate sulla porta, non bloccate l’ingresso, perché chi si ferma si farà male; la battaglia che infuria là fuori
presto scuoterà le vostre case. Madri e padri di tutto il paese, smettetela di criticare quello che non capite. Avete i figli ancora sotto controllo ma il vostro ruolo sta invecchiando: toglietevi di mezzo se non sapete gestire il nuovo.

La linea è disegnata, la maledizione lanciata, chi è lento adesso poi sarà veloce e l’attuale presente sarà presto il passato: l’ordine sta scomparendo.
Il primo sarà l’ultimo, perché questo è tempo di cambiare, for the times, they are a-changing.

 

(Robert Zimmerman, 1964)