Da grande faccio la guida del Touring. (non quella rossa) (faccio quella castana)

Allora ieri sapevo che c’era il blocco del traffico e che Milano ne approfittava per riempirsi di cose belle da fare, era anche il weekend del FAI con le aperture straordinarie di primavera e poi c’era anche la Stramilano (che io dico sempre la faccio poi a questo punto dell’anno sono sempre allenata come una scamorza).
Poi noi abbiamo fatto la prima uscita in moto proprio questo sabato, quindi non è che si avesse troppa voglia di uscire, muoversi, fare cose (fare il koala è uno sporco lavoro eccetera) e poi c’era anche l’ora legale a condire il tutto di surrealtà (“dai ci vediamo alle due” “ma alle due di ieri o alle due di oggi” “famo alle due di domani, va'”)
MA NONOSTANTE CIO’ impavidi siamo usciti alle du-duemmezz-facciamo le tre- no dai tanto ormai- insomma siamo usciti alle tremmezzo per andare in corso magenta che c’era una roba poi invece le bici del BikeMi se le erano fregate tutte (ma insomma! un po’ di rispetto per i pigri!) e quindi niente, in mezz’ora siam riusciti a fatica a raggiungere Missori, tra le bestemmie (mie) al sistema che una volta metto male la bici, quell’altra dice che non ne ha più, etc (siamo in fase di assestamento, presto ci ameremo, sento che può funzionare tra di noi).
Arriviamo in Missori, banchetto del Touring Club: chiedo alla signorina di prenotare due visite guidate per il tour delle quattro, mi dice che in realtà son tutti occupati, ma che in molti non si sono presentati e quindi che possiamo accodarci al gruppo che sta partendo.
La guida ha una giacca in pelle strappona e i capelli riccioli e lunghi, anelli vistosi, un uomo piuttosto strambo, sono sospettosa. Poi comincia a parlare e la giornata svolta. Parla delle alterne vicende della Chiesa di San Giovanni in Conca, di cui oggi a Milano rimane un resto dell’abside originale, tra Missori e l’imbocco di via Albricci, e la cripta; chiesa longobarda ricostruita poi inglobata nella residenza di Bernabò Visconti (la Cà de’ can) e da cui provengono le sculture che oggi si trovano al museo del castello; era stata anche probabilmente luogo termali in tempi in cui la cristianità offriva un sistema di basiliche molto vicino a questo luogo residenziale (resta traccia di una pavimentazione a mosaico). Dice anche una serie di altre cose meravigliose e spiegate bene e io sono totalmente rapita.
Scendiamo a vedere la cripta, due signorine suonano, l’arpa e il flauto traverso, l’atmosfera è sospesa, magica, intensa.
Non è una cripta di quelle con le ossa dei santi dentro, piuttosto un tempio mitraico sopravvissuto, un luogo d’incontro raccolto e di preghiera comune.


Ci ha anche portati a vedere Sant’Antonio, una chiesa con una brutta facciata che sta accanto a una corte decorata in cotto (bellissima!) e con una storia di controriforme e malattie guarite col maiale.
Ora non ve la faccio lunga che poi non mi leggete più, ma insomma ho scoperto delle robe su Milano che non potevo assolutamente sospettare, i 5000 cani di Bernabò, i teatini che vengono premiati per aver guarito la peste, il pantano che era Milano a quei tempi e che resta nei toponimi.
Bello bello.
Bravi questi del Touring.