Elogio della corsa ignorante

Questa è una cosa che ho scritto per Runnerds un mesetto fa.

 

 

Sainte Adresse, un posto di correre in Normandia.

Io a correre non sono mica capace.

No, veramente.

Io ho cominciato a correre quando andavo all’università, non mi ricordo perché, un giorno mi è venuta questa cosa e ho detto ‘Io adesso vado a correre’.
Ho infilato le vecchie scarpe della pallavolo, ho preso l’ipod e sono uscita. Ho detto boh, magari faccio il giro dell’isolato. Poi ho corso una mezzoretta, anche se dopo dieci minuti mi mancava il fiato e mi tenevo forte la milza.
Allora la volta dopo ho detto ‘parto piano, così non mi fa male’. E ha funzionato.
Piano piano mi sono allungata e invece delle case arrivavo a vedere la campagna, era bello, di solito c’era il tramonto in fondo ai campi, qualche signore con la bicicletta.
Era bella questa sensazione di allontanamento; dai rumori di casa, dai disegni da fare, gli esami da preparare, dalle richieste di mia madre e i casini dei miei fratelli.
L’ora di corsa non era tanto un fatto atletico, quanto più un momento di riposo e di svuotamento.
Poi se ci andavi agli orari strani di me studente capitava che non ci fosse proprio nessuno-nessuno e allora potevo anche cantare e ballicchiare (con buona pace del fiato)(miei preferiti di allora: vinicio e la gianna, gran correre veramente).
Era un tempo bellissimo, un tempo dedicato a me, alla musica, alla campagna.

Poi mi son trasferita in città e sembrava che non si potesse più, ma una volta arrivata la stagione dei risvegli le mie gambe son partite da sole e mi sono ritrovata sgambettante al Campo dei Fiori (oggi parco Giovanni Testori) in mezzo ai vecchietti a passeggio, ai sudamericani riuniti. Poi mi son spostata di nuovo e di parchi vicini ce n’è pochi e insomma sembrava difficile ma io lo stesso: infilo le scarpe, prendo l’ipod e vado; sul marciapiede, facendo avanti e indietro in attesa del semaforo, tirando in attraversamento e poi prendendo fiato nelle vie deserte.

C’è che quando uno corre, corre.
E anche se rispetto agli altri son lenta – una volta mi ricordo che ho fatto un chilometro in sette minuti oh!- e che non mi piace andar forte perché poi mi viene in fiatone e però le articolazioni si affaticano e allora ho male alle ginocchia per un mese, vabe’, anche se, io, comunque, corro.

 

[il post originale è qua runnerds.it/elogio-della-corsa-ignorante]