2013 and counting

È l’ultimo dell’anno. E questo è un post di pianginismo.

Non dovrebbe esserlo, ma non dovrebbe manco essere l’ultimo dell’anno, fosse per me; anche perché, come ha detto un’amicamia, a me mi sembra lo stesso anno da tre anni.

Detto questo, sancito lo spirito ottimista di questo tanto atteso pezzo, posso prodigarmi nell’analisi doverosa dell’anno che si sta concludendo. Ché io mica la volevo fare, ma poi ho scoperto che non lo fa più nessuno e insomma mi tocca di dare il buon esempio.

Cos’ho fatto quest’anno?
Grazie per averlo chiesto. Di niente, figurati.

Come tutti i già anziani ma ancora non adulti (scrivo solo tostoini <3 ) ho sempre tante belle speranze ma poi, a conti fatti, mi guardo in tasca e di quello che mi aspettavo non c’è quasi nulla. Ma se le tasche sono bucate? Ma se quest’anno i pantaloni vanno senza tasche? Per questi ed altri problemi, il mondo contemporaneo ci offre una facile soluzione: instagram. Instagram? instagram. Oggigiorno tutto si fa con Instagram.
Insomma che negli ultimi giorni ho visto comparire in rete una serie di video con musichine strappalacrime fatte con questo attrezzo qua che si chiama Statigram e ti fa le statistiche del tuo Instagram (OMG come ho fatto senza??) e tira fuoti, per l’occasione, un video con le immagini più importanti del tuo 2013 (e come fa a saperlo? magiaaaa!). L’ho fatto, fiduciosa che avrebbe finalmente chiarito gli eventi più importanti accaduti nella mia esistenza mentre io ero impegnata a twittare: niente, sono solo miei selfie. O meglio, 4 miei selfie e una foto del ponte del diavolo della Lunigiana. (-Bene! Quest’anno hai fatto il ponte del diavolo!No, l’ho solo fotografato.Ah, ok.)

Questo detto, ne vorremo dedurre che il 2013 è stato un anno molto introspettivo? umh no. Che Instagram sia sopravvalutato? Ma chi siamo noi per eccetera.

Procederò piuttosto a dire le cose che mi ricordo essere successe quest’anno, con tanto di commento di autoanalisi, come se gliene fregasse qualcosa a qualcuno. (la porta è da quella parte, copritevi bene che fuori fa freddo)

un collo di maglia: che cos’è? si chiederanno i miei piccoli lettori. eh già, e se ve lo spiego, che alone di mistero creo? è un ripara collo (tipo sciarpa ma chiuso, per intenderci), è la prima cosa conclusa che ho fatto con queste manine a maglia (quella roba coi ferri che facevano le nonne e che adesso fanno gli hipster), l’ho fatta per il consorte che ogni tanto fa anche finta di mettersela per darmi soddisfazione. picci.

Foto di me by storvandre
Foto di me by storvandre

ho tagliato i capelli: e sticazzi? no, sticazzi no. solo i capelli, grazie. li ho tagliati per via del fatto che erano passati cinque anni dall’ultima volta che l’avevo fatto. sì, è una mia psicosi, tu c’hai le tue, stai tranquillo. insomma che ZAN! via tutto! (questo nel video di Statigram si vedeva bene, in effetti, ma basta guardare queste due qui: prima e dopo. ecco.) Rigenerazione, ritorno alle origini, liberazione dalla schiavitù del phon e dei balsami, eccetera eccetera. Il mio momento punk che ciclicamente ritorna (e infatti sto pensando di farmi la cresta ma non ditelo al mio capo).

io con i capelli thirty
io con i capelli thirty

l’anello: dopo che gli avevo detto “quando ti decidi mi compri un anello”, lui l’anello me l’ha effettivamente comprato. stiamo lavorando per voi. state tùni.

l’anello

 

le ragazze: siccome non sono capace di fare le cose come si deve, abbiamo deciso di metterci un obiettivo e di arrivarci, anche in qualche modo. e infatti il modo non è stato proprio quello giusto, ma comunque. Loro si chiamano On a Monday (e pure io, vabe’) e sono il mio gruppo di donne. Donne perché ho un gruppo anche cogli uomini, che si chiama LPDR, ma avevamo già suonato e quindi non vale. Abbiamo suonato qui ed ero agitatissima e preoccupatissima e mi sono impanicata e insomma vabe’ e poi anche qui ed è andata meglio (secondo me, ma anche secondo tutti).

On a Monday Live @Spazio A
On a Monday Live @Spazio A

 

tutte queste cose! e tutte da sola! mammamia! eh già, modestamente, vogliodire.

poi quest’anno ho visto: (a casaccio) il castello di budapest, la mole di torino, villa ada e villa borghese a roma, la lunigiana, la biennale d’arte di venezia, soncino, l’acropoli <3, piazza san pietro, vulci, il museo archeologico di milano, la domus di brescia, il ponte di patrasso, l’albania. (pics available on instagram, chiaramente)

 

Vulci, un sottofondo con l'acqua calda per scaldare la stanza, epoca etrusca.
Vulci, un sottofondo con l’acqua calda per scaldare la stanza, epoca etrusca.
hamburger e patatine di Pisacco, di Andrea Berton, come parte del mio percorso formativo in Food Experience Design
hamburger e patatine di Pisacco, di Andrea Berton, come parte del mio percorso formativo in Food Experience Design
Atene, Acropoli, vista della Loggia delle Cariatidi.
Atene, Acropoli, vista della Loggia delle Cariatidi.

 

 

 

 

 

 

 

Damon Albarn, invecchiato.
Damon Albarn, invecchiato.
Dedica di Guido Catalano alla sottoscritta
Dedica di Guido Catalano alla sottoscritta
I Sigur Rós, nel concerto più spettacolare dell'anno.
I Sigur Rós, nel concerto più spettacolare dell’anno.

 

 

 

 

 

 

poi ho visto nick cave, i sigur ros e i blurliebeskind e mi sono fatta fare l’autografo da Guido Catalano.

oltre al trip della maglia (ho fatto un altro cappellino e ora sto componendo un indumento segretissimo) sono anche caduta pesantemente nel tunnel dei trucchi, ma mi sto controllando lo giuro, vostronore. (non compro un ombretto da 112 giorni 13h e 43 minuti.)

ho letto 5 libri, che sono pochi, ma sono meglio di niente. quello che mi è piaciuto di più è stato “sopporta, cuore” della eva cantarella.

questo è l'anno in cui ho comprato la mia prima orchidea (e anche la mia prima gardenia, ma non ho foto :( )
questo è l’anno in cui ho comprato la mia prima orchidea (e anche la mia prima gardenia)
è anche l'anno in cui ho mangiato per la prima volta la pizza bianca con la mortazza: tadà
è anche l’anno in cui ho mangiato per la prima volta la pizza bianca con la mortazza: tadà

 

 

 

 

 

 

 

ho fatto (e fatto fare a quel disgraziato) 54 km in bici vai e vieni alla Certosa di Pavia, con la corsa ho un po’ mollato che mi faceva male il ginocchio, però ho fatto molto yoga (ho 1,31k su daily yoga, qualunque cosa voglia dire) e potevo anche dire di aver finito un intero programma (una serie di esercizi) entro il 2013, ma me ne mancano ancora 2 e quindi niente, è tutto perduto. però forse da gennaio riprendo a correre (ho detto forse).

la mia attività sportiva di quest'anno
la mia attività sportiva di quest’anno

Cosa mi aspetto dal prossimo anno?

Un cazzo (lo sapevo che era una domanda trabocchetto). Però c’è qualcosina che mi piacerebbe raggiungere diciamo nel medio lungo termine CHE MAGARI SAREBBE IL CASO DI COMINCIARE.

Tipo: questa cosa dei trentanni, come la vogliamo mettere? Ce l’hai la casa? no. Ce l’hai una famiglia? ahem, circa. tic tac tic tac tic taaaac

Bando alle ciance: obiettivi concreti.

guadagnare di più. eh già ma c’è la crisi e così e cosà. ho capito ma io sto trattenendo il fiato perché se mi adebitano la carta di credito sono in rosso. io dico che a trentanni si può guadagnare di più. meglio, si deve. e siccome dipende da me, se il mio capo non ha altro da offrire, toccherà cercare altrove. un altro ufficio, un’altra città, un altro paese.

costruire qualcosa. per molti è solo un termine metaforico in bocca alle mamme quando ti vogliono dire quanto sei sfigato, nel caso nella mia professione, l’unico modo per trovare dei clienti: costruire qualcosa. una cosa qualunque, il bagno della zia, la stanzetta dell’amico, il giardino del vicino. progettare, realizzare, fotografare. altrimenti è meglio cambiare professione, seriamente.

Se fossi una persona seria mi fermerei qui, che due cose all’anno potrebbero trasformare il destino dell’umanità. Ma siccome mi piace puntare all’impossibile scrivo anche:

scrivere una canzone: senza paura, senza rima, magari anche senza punteggiatura. provarci, riprovarci, limare, farcela. chiedere aiuto, sbagliare, ricominciare.

andare a vivere in un’altra città: per provare, per lamentarsi anche lì, per avere un secondo termine di paragone.

prendersi più responsabilità: perché scansare i paduli è roba da quindicenni e forse è il caso di buttarsi in qualcosa, anche se non è quello che ho scelto e come l’ho scelto. per controllare di essere vivi e di stare facendo qualcosa a questo mondo.

alzare il culo: sempre. troppo tempo per i rimpianti e troppa poca fatica quando poi le cose le fai per davvero. basta rimandare, basta lamentarsi, basta. (a questo proposito, vi rimando alle 10 cose da smettere per avere un anno migliore ) (non lo capisci perché non sai l’inglese? congratulazioni! hai vinto un nuovo proposito per il nuovo anno!)

imparare una nuova lingua: che sia il danese o il cinese, l’arabo, l’hindi. le lingue servono sempre, non ingrassano, non passano di moda e non occupano spazio.

vabene, la smetto. tanto non ci crede nessuno.

ci si vede di là.

P.S. il telefono poi non è tornato. il telefono poi è da buttare. il telefono forse a gennaio me ne piglio uno nuovo.

P.P.S. Se perfavore instagram per il nuovo anno ci porta dei plugin utilizzabili, grazie, baci.